la strana sorte dei liberi cittadini di un lettore Mp3(no Ipod…lettore Mp3).
Da stamattina Jarvis si dovrà abituare alla vicinanza forzata di Michael…
Common People vs. Black or White
la strana sorte dei liberi cittadini di un lettore Mp3(no Ipod…lettore Mp3).
Da stamattina Jarvis si dovrà abituare alla vicinanza forzata di Michael…
Common People vs. Black or White
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galleggiare come una zucca vuota sull’acqua si può. io ci sto provando. in silenzio, tra gli alberi evitando di essere disturbata. giorni fa seguii una trasmissione su Current, li chiamano Pod, io li chiamerei servizi…ma è un dettaglio.spiegavano come un sito o meglio come Google sia capace di cercare e trovare un sito e dargli un alto valore di ranking. renderlo visibile. se sei sulla rete ci sei per sempre (più o meno ma io ancora non ci credo e magari me lo spiegheranno meglio) ma il mare magnum di siti è tanto e tale che per esserci, esserci davvero e non come le sfigate delle scuole medie che alle feste ci andavano ma poi non le filava nessuno, devi – volendo – anche pagare qualcuno che inserendo parole (keyword per la precisione) e tag ti rendano visible.
qualcuno insomma che ti scopra, che ti punti il riflettore dell’html addosso in modo che tu, pronto a sfilare sul red carpet dei click, possa salire alle vette dei risultati delle ricerche googliane.
ci ho pensato. io penso. mi fermo e guardo in una qualche direzione – spesso di traverso verso destra arricciando le labbra .ho cambiato sito perchè su splinder no n riuscivo ad esprimere le mie emozioni, o semplicemente raccontare quello che facevo perchè non volevo che mi si leggesse. in raltà non volevo che una parte della mia vita che cambiava non tornasse a leggermi. ho messo un link. ma io so chequella parte è pigra e non verrà qui.
ecco io sono qui perchè non voglio essere trovata. oppure trovata poco. oppure trovata distrattamente – ecco questo mi piace – per distrazione come se fossi seduta su una panchina e qualcuno si fermasse una mezz’ora con me.
mezz’ora google, ti concedo mezz’ora. io mi siedo su panchine senza keyword. ti sfido google nel mare magnum a trovare ma sopratutto a lasciare stare chi qui ci sta solo per pensare in pace.
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perchè io credo che alla fine si possa sempre scrivere. certo anche sempre leggere, però sono due cose diverse, radicalmente diverse, a tal punto che se decidi di fare una delle due intensamente l’altra comincia a inseguirti. sono una persona abitudinaria, e i cambiamenti che non rappresentino un ritorno allo stato precedente, di fatto non li amo. cambiare piattaforma per trovare diverse ispirazioni e per evitare che “alcune” persone leggessero le evoluzioni della mia vita – direi gli avviluppi (sempre che esista questo termine) non mi ha dato la brillantezza che cercavo. di fatto non sono brillante da almeno un paio d’anni tuttavia, per una abitudinaria come me il segreto è aspettare che il nuovo diventi o meglio ritorni abitudine e quindi ricominciare.
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Stuff white people like is a very good idea…elencare le idiosincrasie moderne di autoaffermazione della classe – in Italia diremmo – radical chic americana.E’ interessante scorrere nell’elenco di piccole manie e sante icone che definiscono limano e lucidano le nuove(??n.b.da chiedere a bunuel) borghesie.
L’esperimento traslato all’italia e meglio ancora al contesto provincialmediomagarifossimointellettualifiguriamoci radicalchic barese è decisamente non sovrapponibile.Si delineano della affinità ma si perdono delle sfumature.
inutile dire che il gioco mi piace, mi piace a tal punto che mi autocensisco, mi metto sotto la lente – perchè sono l’unico esperimento che potrei condurre a perfezione – e mi autodileggio (essì perchè nemmeno io sono immune da vani tentativi di autodefinizione….)
Dalla full list di of Stuff White People Like
Statement n.1
COFFEE
ai bianchi piace il caffè, piace a molti – sostiene Lander- ma i bianchi negli Starbucks e il caffè da mercato equo e solidale ci sguazzano a meraviglia, quasi quanto le sigarette( come avevi ragione caro Jarmush….)
Statement n.1
STUFF WHITE MERIDIONAL PEOPLE LIKE
COFFEE
il caffè è rigorosamente espresso, bevuto seduti o al bancone, in città è impossibile vedere gente camminare con un bicchiere pret a porter di caffè. Costa poco(mediamente) e lo si prende spesso di fretta.E’ un alibi per procurarsi un ascoltatore per le proprie dissavventura: Vediamoci per un caffè e ti racconto tutto. Per tentare un approccio del tipo, non ci provo subito con una cena ma vorrei conoscerti: ti andrebbe un caffè uno di questi giorni?
I più ricercati (???) bevono solo l’illy, i più trendy lo bevono solo nelle tazzine annual collection disegnate da matteo thun.
STUFF GIORGINA LIKE
io bevo solo caffè- non bevo thè, talvolta una tisana (altro capitolo)-espresso, in silenzio la mattina. Ogni tanto ingurgito tazzoni di nescafè fondamentali alla concentrazione lavorativa. Non lo prendo alle macchinette, perchè il profumo del caffè bruciacchiato mi fa schifo lo stesso motivo per cui non lo prendo al bar della facoltà di ingegneria, non me ne abbiano ma è terribile. Non sono una purista, ma l’illy lo preferisco. Le tazzine sono indifferenti, basta che non mi arriviate con un bicchierino di plastica….
lo zucchero? Si, un cucchiaino e mezzo.
rigorosamente di canna…
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Leggo molto e scrivo molto – i read a lot and i write a lot.
Scrivo in inglese ma ancora penso in italiano – i write in english but i think in italian yet.
in italiano ho pensato di riscrivere e per farlo ho cambiato casa. per descrivere il mondo devo guardarlo da una finestra,me ne serviva una nuova. Ho portato con me poche cose.
ho tante cose da pensare.
da scrivere ancora non so.
quelle in inglese le eviterò…almeno per adesso. ma per me oggi sono il pane.
Faccio la Ricercatrice, il che evoca tutta la poetica di questa parola: RICERCARE…sono una categoria protetta, aspetto una vendita natalizia di stelle di natale del WWF per salvarci dall’estinzione.
Forse non ci riusciranno.
e di noi rimarranno le nostre parole.
and in our remembrance will remain our words
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Asai Ryoi : Racconti del mondo fluttuante (Ukiyo monogatari )
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