Vacanze industriali

Attenzione: questo post non è utilizzabile come guida turistica per chi decidesse di andarsene in giro per la Ruhrgebiet, Amburgo e le spiagge del Baltico.

Quando all’inizio del mese di agosto ho raccontato a mio cugino (ingegnere emigrato Germania con allegata fidanzata teutonica rientrato in Italia per fare il mare come si deve) della mia decisione di andare in vacanza nella Ruhrgebiet prima si √® messo a ridere e poi mi ha chiesto perch√®…

Ho imparato alcune cose interessanti sulla cultura tedesca in questa vacanza, in ordine sparso:

secondo mio cugino quando devi minacciare qualcuno per inefficienza sul lavoro si usa in germania la minaccia di spedirlo nella Ruhrgebeit. In pratica è una sorta di confino.

Il motivo per cui deliberatamente abbiamo deciso di andarci è perché dopo anni e anni di acciaierie e miniere di carbone i tedeschi hanno deciso di trasformare le vecchie industrie in un enorme parco che si snoda per 700 km, dove puoi salire sugli impianti facendo climbing, tuffarti nel gasometro e cercare relitti come se fossi in pieno mare e altre amenità che solo i germanici sono capaci di inventarsi. Per leggere seriamente di quello che parlo basta cercare Iba Emscher Park o cliccare qui.

In realtà è un bel posto. Anche suggestivo perché a tratti ti sembra di essere dentro blade runner, la gente fa sport, gira per musei e sorseggia caffè nelle sale macchine.

Prima di giungere nella¬†Ruhrgebiet siamo passati da¬†Amburgo: la citt√† √® bella e merita una visita. Tra le cose pi√Ļ caratteristiche c’√® il mercato del pesce. Un normale mercato che comincia alle 5 del mattino e finisce introno alle nove-dieci. A questo punto si entra in un vecchio capannone in stile liberty dove band locali (di et√† media 50 anni) suonano canzoni che creano entusiasmo negli avventori del mercato che carichi di frutta esotica bevono birra e mangiano panini all’aringa marinata (alle 10 del mattino).

Il panino all’aringa marinata: subito addentato dai miei compagni di viaggio (anche loro alle 10 del mattino) con evidente disgusto da parte mia, ha una caratteristica particolare. L’aringa ha la pelle, di fatto messa cos√¨ anche un po arrotolata ricorda con una certa impressione un rettile. Per questo √® stato battezzato dal nostro amico G.: panino con la serpe.

Pare sia buono ma M., P., e G. lo mangiavano senza guardarlo…

Mah.

Non paghi siamo poi andati a vedere le spiagge dove i tedeschi della Germania est andavano a passare le estati. La verità è che il gruppo cercava paesaggi nostalgici da ammiratori dei regimi comunisti. Al loro posto abbiamo trovato comitive di anziani (ma davvero anziani) e spiagge bianchissime.

Altro capitolo: “i tedeschi e le spiagge”: Le spiagge del baltico son bianche, lunghe e ¬†grandi. ¬†A differenza dell’Italia loro non piantano gli ombrelloni e le sdraio ma usano le strandkorb¬†, dei divanetti con capanna (che io personalmente adoro).Peccato per√≤ che la necessit√† per loro di essere esposti al sole li porti ad orientare le strandkorb di spalle alla spiaggia. Quindi arrivati sulla¬†spiaggia di¬†warnemunde¬†ci si √® parata la surreale immagine di una enorme spiaggia che guardava noi piuttosto che il mare. De gustibus.

¬†Altra curiosa anomalia era l’abbigliamento. Esclusi noi, che eravamo vestiti come fossimo in pieno novembre, i tedeschi variavano dal pile+ jeans al costume da bagno con conseguente bagno in mare.

Alcuni comunque entrando emettevano urli. Non ho informazioni sul tasso di sopravvivenza.

Ultima tappa (non le metto tutte) è stata Dusseldorf: una città sorpresa che ti fa sentire in Spagna piuttosto che in Germania.

Fiumi di persone riversate per strada che bevono come se non ci fosse un domani. Gente allegra che il ciel l’aiuti bivacca e socializza come nelle migliori tradizioni mediterranee. Pare infatti che in Germani siano visti appena sopra i bavaresi (i nostri terroni), ma a me devo dire sono piaciuti loro e la citt√†.

Informazione utile: a Dusseldorf si tiene il caravan salon che √® utile se siete appassionati di camper e vita all’aperto. Si tratta di un evento imperdibile per almeno met√† della Germania. Prova del fatto √® stato il totale collasso dell’autostrada che per poco ci ha fatto perdere l’aereo¬†per tornare nella ridente citt√† di B.

I tedeschi sono gente strana e noi che facciamo questi tour non siamo da meno.

p.s. per le persone serie il giro è stato:

Amburgo РLubecca РRostock РWarnemunde РWismar РDuisburg РEssen  РOberhausen РDusseldorf

Abbiamo visto questo¬†http://en.landschaftspark.de/startseite¬†, questo:¬†http://www.zollverein.de/service/english-page¬†e anche questo:¬†http://www.museum-kueppersmuehle.de/en/the-mkm/…e poi le pasticcerie di marzapane di Lubecca e le navi container del porto di Amburgo…e tanto altro se via piacciono l’archeologia industriale, l’architettura e il paesaggismo.