n.6 e la nave và…

e le parole non se ne sono andate…aumenta solo lo stato di isolamento come se non bastasse tutto il resto. ma il risvolto della medaglia è che contestualmente posso concermi il lusso di restare una sera a casa per leggere un libro. non troppo però. cercare il giusto mezzo tra lo sforzo del costruire il mio spazio e quello di tener fuori lo spazio circostante. invidio le mie amiche che continuano a girare come trottole da una sera all’altra. io sento i rumori fuori come ovattati – si lo so, almeno li sento – ma immagino che non basti, per lo stare “bene” anche se nutro il profondo sospetto che poi sentendoli tanto meglio poi non starei…

Sono alla fase dell’accettazione….la quinta e l’ultima:evviva direbbe qualcuno forse ce l’hai fatta. si risponderei io ce l’ho fatta, come una nave con una falla sulla prora che continua a navigare.non è anomalo?non dovrebbe affondare non la si dovrebbe lasciare affondare?

no.

non la si lascia affondare e poi io non sono di legno, sono di carne e sangue e malinconia.

continuo a navigare come la nave, col cuore spezzato ma navigo

essì sono alla fase dell’accettazione, adesso però qualcuno dovrebbe trovare come continua la storia perchè io cerco e ricerco ma tutti si fermano al n.5…

n.6:riprendere il mare…

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