E la Sirenetta resta a Guardare il Principe affogare

I giornali italiani navigano nel gelo del clima che ci circonda e nel finale catastrofico di Copenhagen. Leggendo la Repubblica e il Corriere, i titoli in testa recitano di “Piccolo Accordo” sottoscritto, di inizio di una risoluzione, riprendendo l’atteggiamento Obamiano del, riusciremo a fare qualcosa di piccolo ma iniziale.

Il cambiamento di Obama(YES, WE CAN), l’inizio di qualcosa di diverso che si muove dal piccolo per arrivare al grande non trova spazio nella questione ambientale. Purtroppo per NOI il tempo deve correre.

Allora leggo L’indipendent e ci trovo interessanti editoriali di Johann Hari, il quale oggi scrive:

So that’s it. The world’s worst polluters – the people who are drastically altering the climate – gathered here in Copenhagen to announce they were going to carry on cooking, in defiance of all the scientific warnings.They didn’t seal the deal; they sealed the coffin for the world’s low-lying islands, its glaciers, its North Pole, and millions of lives.

E’ accaduto che i peggiori inquinatori della terra si sono riuniti a Copenhagen per annunciarci che continueranno a cucinarci…

Every day, practical, intelligent solutions that would cut our emissions of warming gases have been offered by scientists, developing countries and protesters – and they have been systematically vetoed by the governments of North America and Europe.

Ogni giorno le soluzion prospettate dagli scienziati, dai paesi in via di sviluppo e dai contestatori sono state sistematicamente ignorate. Indovinate da chi?

Secondo Hari ci sono tre idee che sono state scartate(discarded):

Discarded Idea One: The International Environmental Court. Any cuts that leaders claim they would like as a result of Copenhagen will be purely voluntary. If a government decides not to follow them, nothing will happen, except a mild blush, and disastrous warming. Canada signed up to cut its emissions at Kyoto, and then increased them by 26 per cent – and there were no consequences. Copenhagen could unleash a hundred Canadas.

L’accordo sul clima è di tipo volontario, ovvero se il paese firmatario non ottempera alle riduzioni sottoscritte non può essere mandato in giudizio presso la corte internazionale ambientale. I delegati Boliviani (in Bolivia i ghiacciai si sono sciolti mooolto velocemente)sottolineano che esistono sanzioni molto forti per le corporazioni commerciali e quando un paese viola gli accoridi di commercio è soggetto a pesanti sanzioni: perchè questo non può avvenire per il clima? Il clima è meno importante del Mercato?(un brivido a causa del freddo intorno a me)

Discarded Idea Two: Leave the fossil fuels in the ground. At meetings here, an extraordinary piece of hypocrisy has been pointed out by the new international chair of Friends of the Earth, Nnimmo Bassey, and the environmental writer George Monbiot. The governments of the world say they want drastically to cut their use of fossil fuels, yet at the same time they are enthusiastically digging up any fossil fuels they can find, and hunting for more. They are holding a fire extinguisher in one hand and a flame-thrower in the other.

Ovvero, continuiamo acercare altri combustibili fossili: uno studio su Nature ha prodotto un diverso indirizzo ovvero una moratoria sulla cerca dicombustibili fossili e un piano “giusto” per definire quale quantità lasciare inutilizzata (sta finendo quasi tutto).

As Bassey put it: “Keep the coal in the hole. Keep the oil in the soil. Keep the tar sand in the land.” This option wasn’t even discussed by our leaders.

Discarded Idea Three: Climate debt. The rich world has been responsible for 70 per cent of the warming gases in the atmosphere – yet 70 per cent of the effects are being felt in the developing world. Holland can build vast dykes to prevent its land flooding; Bangladesh can only drown. There is a cruel inverse relationship between cause and effect: the polluter doesn’t pay.

Noi rompiamo loro pagano è il meccanismo perverso. Il capo dei negoziatori dei paesi poveri ha sottolineato come le compensazioni economiche offerte non pagheranno nemmeno le bare per i morti: “won’t even pay for the coffins”. L’immagine dell’ambientalista bianco e intellettuale ha ansimato il suo ultimo respiro alla CO2, adesso l’ambientalismo si è  spostato a sud del  mondo (abbiamo perso anche una dignità intellettuale).

A deal based on these real ideas would actually cool the atmosphere. The alternatives championed at Copenhagen by the rich world – carbon offsetting, carbon trading, carbon capture – won’t. They are a global placebo. The critics who say the real solutions are “unrealistic” don’t seem to realise that their alternative is more implausible still: civilisation continuing merrily on a planet whose natural processes are rapidly breaking down.

Un cambiamento basato su queste premesse aumenterà il calore, le alternative su cui i paesi hanno lavorato sono solo Placebo.

There would be sacrifices, yes – but they are considerably less than the sacrifices made by our grandparents in their greatest fight.

We will have to pay higher taxes and fly less to make the leap to a renewably powered world – but we will still be able to live an abundant life where we are warm and free and well fed. The only real losers will be the fossil fuel corporations and the petro-dictatorships.

Il risultato vero è che dobbiamo pagare e sacrificarci, popoli e ed economie, politiche e civiltà, non posssiamo ottenere cambiamenti senza tassarci (in tutti i sensi). Ma  – è questo nessuno lo dice – i veri perdenti di questi sacrifici saranno nel lungo periodo le corporazioni che sfruttano i combistubili fossili e la dittatura del petrolio

But our politicians have not chosen this sane path. No: they have chosen inertia and low taxes and oil money today over survival tomorrow. The true face of our current system – and of Copenhagen – can be seen in the life-saving ideas it has so casually tossed into the bin.

Due veloci riflessioni:

Se potete leggete l’informazione da più fonti ( i giornali italiani sono penosi alle volte)

Siamo al punto di partenza, ma qualcosa di buono rimane (tra le pagine chiare e le pagine scure).

L’Arcivescovo Desmond Tutu ha detto:We marched in South Africa in Berlin and the wall fell. We marched in Johannesburg and apartheid fell. We marched in Copenahgen … and we’ll get a Real Deal!

Forse è giunto il momento per ognuno di noi con i nostri mezzi (lasciamo a casa statuine e souvenir: grazie) di fare la nostra parte. Ha ragione Tutu, non importa quello che fanno i politici, il potere è nelle persone (la battuta sarebbe People have the POwer, ma non  ho molta voglia di scherzare).

Se qualcuno volesse leggere l’articolo  è possibile trovarlo qui:

http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/johann-hari/johann-hari-the-truths-copenhagen-ignored-1845114.html


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