Il cinque di coppe mi diede la risposta e felicemente saltellai ai bordi del crepaccio

Viaggiare ne passato per scoprire il futuro (almeno per farsi dire quello che già sospetti…)

Ieri mi è capitato di viaggiare all’indietro in una mia dimensione che da tempo avevo messo nella credenza dentro una boccia di vetro(come si fa per i biscotti), aspettando di essere in grado di riaprirla.

Ho fatto un giro lungo, con mio padre, siamo andati a salutare una persona che è andata via, lasciando tanto e portandosi altrettanto, abbiamo salutato un altra persona che invece è tornata e per la contentezza di essere di nuovo tutti insieme per divertimento ci ha letto i tarocchi.

mi ha chiesto una domanda  e io l’ho formulata.

e tra arcani e segni la riposta si è materializzata:

Il passato da cui si parte racconta di battaglie e sofferenze tra spade e ferite.

Il Presente però ricorda che dalla guerra in qualche modo sono tornata e la luce è riapparsa e grazie al cielo è giunto il tempo di festeggiare.

Ma il mio stato d’animo e il mio stare con me è quello della Regina di Spade: affabile e gentile, ma dura e inflessibile sul mio amato trono di pietra

Grazie al cielo smusso la durezza e con gli altri  sono- sempre regina (e quindi sul trono) ma dall’apparenza prospera e felice (la spada prontamente nascosta sotto la sedia)

Il punto è: quali sono le Paure e quali sono i Desideri… e non poteva non venire fuori che la follia mi spinge sempre più vicino al baratro e mi ricorda che le l’orizzonte è vasto solo sul ciglio e il pericolo è altrettanto grande. Bisognerà mediare tra l’incoscienza e il desiderio di scoprire come è il mondo visto dal  limitare.

la Risposta che aspettavo giunse chiara e mi ha ricordato che toccherà perdere qualcosa che da tempo mi apparteneva soffrendoci anche un po. Tuttavia qualcosa altro resterà in piedi e sarà la base per ricominciare.

La domanda non la scriverò ma la Risposta le contiene entrambe…

Detto questo, contenti di esserci ritrovati (con tutti e con noi stessi) ci siamo spostati in un altro posto, dove da tempo non andavo e davanti al fuoco ho poggiato la schiena al muro e ho sentito che di nuovo vibravo.

Nel silenzio e nel suono delle campane ci siamo di nuovo spostati per andare a cenare e per la prima volta mi sono seduta a tavola e ho mangiato senza dover controllare il piatto.

L’emozione di un ristorante vegetariano dove non puoi ordinare ma ti tocca mangiare quello che la cucina prepara è impagabile.A notte inoltrata sono tornata a casa profumando di incenso vino e fuoco.

Oggi credo che ho riaperto la boccia di vetro e ho deciso che nel mio presente di tre di coppe festeggerò e celebrerò la mia nuova luce, follemente serena di desiderare grandi cose al limite del crepaccio e tranquilla che nella perdita qualcosa comunque si salverà.

Se tutto va bene quel qualcosa sarò io.

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