Le cose, i salici, le donne addormentate e poco poco di tutto

Le cose. O meglio la presenza delle cose,  l’abbodanza delle cose, o la mancanza delle cose?

Da un po di tempo ricado nella parola stuff – appunto cose in inglese- questo mi succede per due motivi: il primo  perchè leggo prevalementemente blog e articoli in inglese, il secondo è perchè alla ricerca di un ordine cosmico alla mia vita devo per forza iniziare dalle cose (soggetto privilegiato appunto dell’ordine sopraindicato).

MinimalStudent è un blog aperto da una studentessa inglese in viaggio in Giappone per motivi di studio che attratta dal modus vivendi orientale si è convertita al minimalismo.

Partendo dal presupposto che la conversione la lascerei ad  una dimensione spirituale, la pratica di uno stile di vita regolamentato mi incuriosisce e quindi leggo:

Minimalism is all about having enough. It’s about having only what you need, no more, and especially no less.
‘What you need’ can refer especially to your possessions, but can also include your commitments, relationships, work and lifestyle.
….You don’t have to give up everything, it’s about reducing to what you really need. You can still dress fashionably without wasting money on brands, watch TV that is actually worth watching and drive a car when you need to. Just do what feels right for you. If you know me, or any other minimalists, you’ll just see a regular person. We’re not that different on the outside, just the inside.

In forma breve il blog parla di come, senza preoccuparsi troppo dei contorni, si possano compiere le normali azioni quotidiane (quindi poi di fatto non cambiare radicalmente tutto) separandole dalle impliacioni contestuali.

Una forma di concentrazione zen sull’azione non facendosi coinvolgere dalla reazione che ne scaturirà ma apprezzandone l’intera dinamica.

Non ho letto molti articoli del blog – anche perchè l’ho scoperto ieri  leggendone una recensione credo su Repubblica – ma ho sempre osservato con un misto di ammirazione l’approccio che gli orientali hanno con lo spazio e le azioni.

Mi piacerebbe immaginare che il minimalismo sia il modo per restare sospesi nel momento di un azione: di guardare il dettaglio ma avere nello stesso tempo immagine dell’insieme.

Ecco, se dovessi immaginare una scena sarebbe una descrizione di interno di Haruki Murakami, magari mentre uno dei suoi protagonisti si prepara qualcosa da mangiare.

A riguardo devo indicare che il nove novembre uscirà in libreria edito da Einaudi il libro:
I salici ciechi e la donna addormentata.
Una raccolta di 25 racconti di  Murakami scritti tra gli anni 80 e il 2005.

Vorrei scrivere: il 9 sarò li a comprarlo…

Ma ci ripenso e mi dico: ma come, scrivo un post sul minimalismo lasciando intendere che mi possa persino piacere e nello stesso spazio, non aspetto neanche altri due post dichiaro che andrò a comprarmi una “cosa”.

Imbarazzata dalla mia incapacità di perseguire un ordinamento mi appello alla frase del blog:Just do what feels right for you e dichiaro che il nuovo libro di Murakami sarà la cosa giusta per me per migliorare la mia attitudine al minimalismo.

La cosa giusta…cosa, stuff…

e siamo di nuovo al punto di partenza…

 

Un pensiero su “Le cose, i salici, le donne addormentate e poco poco di tutto

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