The Martini Method

Ero convinta di averne parlato tempo fa, ma a quanto pare ricercando nel blog le parole Martini Method non ho trovato niente.

Quando ero una dottoranda – un anno fa – ero sopraffatta dalla mole di lavoro , dal senso di incompetenza e inadeguatezza, dalla fragilità delle mie elaborazioni e dall’incessante movimento delle lancette. Per questo motivo passavo molto tempo a cercare nella vasta e smisurata rete del web riflessioni, suggestioni e sensazioni di chi come me vivesse lo stesso stato fisico emotivo spirituale.

Siti, forum e libri su come spravvivere al  dottorato pullulano nella rete ma più di tutti mi colpì una pagina scritta nel blog Academic Productivity in cui si parlava del metodo Martini.

In realtà il pezzo tratta della difficiltà di portare avanti scadenze e organizzare il lavoro senza disperdere energie concentrandole in tempi terminali troppo ristretti (ovviamente il mio dottorato è finito in quest modo, ma è una storia vecchia e passata tanto da non destare alcun interesse).

Lo scrittore Anthony Burgess  – Arancia Meccanica n.d.r. – è stato molto produttivo nella sua carriera letteraria, e tale capacità derivava dall’obbligo giornaliero che lui si era prefissato di scrivere 100 parole al giorno ogni giorno per 365 giorni. Ogni giorno completato il suo dovere si rilassava con un Martini dry  in un bar e per tutto il resto della giornata non faceva altro.

E’ passato un anno e sono successe tante cose…non sono più dottoranda, sono precariamente coinvolta in svariati contratti universitari senza luce in fondo al tunnel e nella costruzione ragionata della mia attività.

Ho saputo il giorno prima di capodanno di aver vinto il bando Principi Attivi della Regione Puglia , pertanto l’anno nuovo è iniziato con una certo ottimismo, tuttavia il capodanno riamane una festa odiosa e indisponente davanti la quale sei costretto a dire che, non sei abbastanza magro: quindi dieta. Non sei abbastanza ricco: quindi migliora il tuo lavoro, non sei vabbastanza vestito di rosso etc…

I buoni propositi.

Una gabbia emozionale per la mia incompletezza…li ho scritti o meglio ci ho fatto su una riflessione, merito anche di questo post…e il problema è tornato: se non hai un lavoro fisso e sei precariamente coinvolto in mille impegni devi necessariamente importi una auto organizzazione in modo da evitare le dispersioni. Nessuno mi dirà che non ho lavorato bene, semplicemente ritarderò i risultati che spero di ottenere. Mi serve dunque  un metodo: il Metodo Martini

Per evitare una caduta nell’alcolismo ho impostato la mia giornata ifissando piccoli obiettivi giornalieri (tipo le 1000 parole) dopo i quali mi concedo un momento di accondiscendenza.

Non ho un solo bicchiere di Martini , ho questo libro di Murakami(voglio imparare a correre), ho da riservarmi momenti di personal wellness, qualche film, passeggiare…etc.

Io sono lenta, galleggio come la zucca che ha dato il nome a questo blog, ogni strappo seppur piccolo dalla mia routine rappresta un allontamento e una dipsersione che sarà ancora più lenta da recuperare.

Ho capito quindi che giornalieri obiettivi e altrettanto giornalieri Martini possono rallentare la convulsione e asscurare una minima ma costante produttività.

Proposito n.1.

La zucca programma per l’anno nuovo un galleggiamento costante ma lento allietato da momentanee soste per contemplare il paesaggio lungo il fiume…sperando che le rapide siano lontane…

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