E sulla strada briciole marcate Dior mi riportarono a casa

Ho una memoria che segue un sistema che forse potrei definire fotografico. Probabilmente esiste un termine tecnico per spiegare come mi riesce facile, anzi direi totalmente naturale e incontrollato ricordare brandelli e pezzi di articoli, frasi, numeri, targhe, vestiti, gente che incrocio agli angoli, e così via.

Ho la memoria del dettaglio.

Il fatto è che poi questi dettagli mi rimangono incastrati tra le pieghe dei pensieri e inevitabilmente essendo ossessiva e ordinata tento di rimetterli in file cercando di costruire una storia.

Non una storia nel senso letterale del termine, non esiste una trama e nemmeno dei personaggi chiave, è il tempo che passa al quale devo necessariamente dare una forma e nel mio caso è composta da dettagli  irrilevanti di per se e ancora meno se ricuciti tutti insieme.

Ho rivisto la puntata di annozero in streaming sabato mattina mentre rimettevo in ordine tra le mie cose. Mi è rimasto un brnadello di ricordo dato non dalle ripetute scene della Santanchè che straparla (basta facebook a non farmele dimenticare) ma quello che mi è rimasto è il momento in cui spostando il lume che è sul mio tavolo per spolverarlo ho pensato (mentre la Santanchè in sottofondo diceva non so più cosa) : ho uno smalto di Dior comprato due anni fa e che non ho mai messo….sarà ancora buono?

Ho finito di riordinare e ho provato lo smalto: è ancora buono, leggermente addensato ma si può usare, al che ho pensato a quando l’ho comprato. Ero uscita un pomeriggio un po depresso e per consolarmi ho comprato duecostosisstimi smalti: uno di Chanel e uno di Dior.

Stamattina parlavo al telefono e mi hanno detto; sto rivedendo la lite Berlusconi/Lerner e io prima di rispondere ho pensato allo smalto Dior comprato due anni fa e ancora buono.

Ho risposto che ormai ne ho la nausea e ridurrò il mio carico do informazioni al limite minimo necessario per essere informata e basta.

Aspettavo che il pane si scongelasse nel micronde e leggevo una pagina di Elle, il giornale a cui sono abbonata. Non ricordo l’articolo anche perché l’ho letto a brandelli, trattava di interviste a donne che parlavano di donne e bla bla bla.

Una scrittrice (non ricordo il nome ma quando sarò a casa lo cercherò) ha detto all’intervistatrice: noi donne non abbiamo potere perchè siamo povere.

Siamo povere…ci sto pensando da un paio di giorni, a tutto quello che significa ampliando il semplice concetto economico ma allargandolo a tutto quello che mi sta intorno. Il movimento femminista ha fatto della emancipazione culturale e della partecipazione femmininle un punto fermo della lotta.

Ma concetti come potere e povertà non li ho mai incontrati (nella mia limitata conoscencza sul tema).

Siamo povere se la Santanchè è una rappresentante feminile del potere?

Siamo povere se oggi ho ricevuto un pagamento dopo 12 mesi di disoccupazione?

Siamo povere se lavoriamo in un sistema in cui il tuo superiore è una brutta copia della regina di cuori di Alice (se non fai come dice: ti taglia la testa)

Siamo povere se il governo non cade per la mafia, la corruzione ma per una storia di prostituzione?

Siamo povere se la CEI si raduna e riesce solo a dire che sarebbe meglio lasciare tutto come sta (perchè aprire ad una prospettiva di elezioni potrebbe far riapparire il fantasma della sinistra con le sue questioni spinose o eleggere il pericoloso terzo polo dove Casini abbraccia il laico  Fini ) magari cambiando premier: Tremonti sei stato benedetto, tocca a te.

Stamattina è finito il fondotinta e venendo qui all’università ho comprato i fogli nuovi per la mia agenda e una delle prime cose che ho scritto è stato: comprare il fondotinta.

Non seguo una strada diritta: anzi non seguo nessuna strada.

Girovago.Non ho potere ma non sono povera, posso ancora muovermi, fare cose irrilevanti e guardare con fortunosa lontananza questioni rilevanti.

Sono lucida e affetta da una sana lentezza che mi evita la convulsione delle idee emi regala inaspettati momenti di assoluta presenza.
Qui e ora diventano reali e in qualche modo riesco a formare una storia contemporanea fatta di pezzi passati e slegati.

…Alla fine questo colore di smalto non è male, chissà perché non l’ho mai usato….

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...