Elenco confuso di poco più di sette giorni

Quante, ma quante cose in poco più di una settimana. Mi piacerebbe scrivere quotidianamente di strampalate giornate precarie passate a risolvere il problema del giorno successivo. Ma non ci riesco pertanto oggi velocemente una summa:

Martedì scorso sono stata invitata da SEL a parlare ad una assemblea pubblica sul destino di una area urbana un tempo caserma adesso residuo – Caserma Rossani di Bari –  e sulla importanza che si trasformi in parco.

E’ stata la prima uscita ufficiale di Garden Faber che per l’occasione può dire che sebbene in costruzione è attiva al sito: www.gardenfaber.org.

Ho parlato di place making e di spatial capital auspicando che la trasformazione del capitale spaziale in beni si basi sul valore d’uso piuttosto che sul valore di scambio.

 

 

 

 

 

 

Mi sono concessa un pochino di shopping.

Ho debellato la cocciniglia come avevo annunciato.

Ho ascoltato Enzo del Re dopo che ho saputo della sua morte:

Continuo a leggere Infinite Jest.

Ho letto questo pezzo di Franco Bolelli su D di Repubblica:

Lo so che vado a mettere le mani in una questione spinossisima: perchè un conto è scegliere di lavorare senza legami e un altro – tutt’altro – è ritrovarsi nel precariato. Ma noi che abbiamo deciso di essere free lance  – figura per metà Superman e per metà Clark Kent, metà cavaliere senza macchia e metà mercenario senza bandiera, metà mitologica e metà patologica – ecco, noi siamo i più attrezzati a raccontare come si cavalca l’inquieta onda della flessibilità. Perchè per noi ogni giorno la moneta può cadere dalla parte del tempo dedicato alle nostre passioni o da quella della missione da compiere, e in ogni caso la distinzione tra lavoro e tempo libero nemmeno sappiamo cosa è. A fare la differenza è l’attitudine: non dico di andarsi  sempre a cercare le sfide più azzardate, ma quando ti ci ritrovi dentro, meglio rimboccarsi le maniche che mettere il broncio. Devi sapere tanto quale è il tuo grande fuoco quanto cosa sei disposto a perdere. Devi pensarci poco, giocartela nell’istante, saper stare nel confortevole e nella sua mancanza, non attaccarti a nulla che ti ricordi la legge di gravità quando è il momento dei grandi slanci.

Ho votato 4 SI al Referendum.

Ho vinto!

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