Venghino Venghino Signori e Signore

Secondo me non si può essere interessati sempre. Ad un certo punto sale una sana e probilmente insopportabile (per gli altri) necessità di prendere una pausa dalla presenza (mentale, fisica e spirituale) dagli eventi del mondo.

A me piace usare delle parole, alcune parole nello specifico, mi piace sentirle vibrare nella mia testa mentre le pronuncio e nello stesso tempo mi piace immaginare l’idea di me che intrattiene con conversazioni (chissà quanto spesso noiose per i poveri avventori) vibranti e divertenti…(si tratta di un chiaro problema di sopravvalutazione del io). Sulla scia dell’uso indiscriminato di parole quali: coerenza intellettuale, partecipazione, interesse, indipendenza, dignità, coerenza, preparazione, maturità, rispetto, ho negli ultimi mesi (diciamo che sommati riescono a mettere insieme circa 4 anni, mese più mese meno) combattuto, mi sono arrabbiata, ho parlato, convinto, rintronato e alle volte ho raccolto magari anche approvazione.

In pratica ero dovunque: nel lavoro, nell’impegno civico, nelle amicizie, nella famiglia, nelle relazioni personali,nei social media…

Come un bambino che abbia un free ticket a giri infiniti in un Luna Park sono scesa da un  ottovolante per correre verso la ruota panoramica per poi scappare verso la casa degli orrori.

e mentre correvo, divertendomi peraltro, continuavo a sentire la voce del Luna Park che continuava a ricordarmi che:c’è sempre una nuova giostra da scoprire.

Il fatto, adesso è che io sono ancora nel Luna Park, ho ancora il mio biglietto infinito” per sempre ti divertirai”, ma non ne ho voglia.

Non ho voglia di leggere tutte le parole che scrivono sulle infinite questioni che potrebbero interessarmi, non  ho voglia di guardare gli ultimi imperdibili progetti di paesaggi moderni, non ho voglia di stare a sentire le lunghe chiacchierate (giuro, spesso davvero interessanti e divertenti) degli altri. Sono tutte giostre brillanti ma io ci sono salita e scesa con una tale velocità ultimamente che mi ha lasciato senza  fiato.

Ecco, è che ogni tanto mi domando: ma bisogna davvero stare sulla giostra. E si scendesse? Che accadrebbe? E poi chi l’ha inventata la giostra? E’ fatta davvero per farmi divertire o è solo un mezzo per distarmi e portarmi da qualche altra parte?

Sarà che è estate ed è il momento giusto per essere legittimamente indifferenti, ma mi sa che a questo giro io resto giù e al massimo facciamo che vi guardo…

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