Il peso del 35

Settembre è finito con il mio compleanno. 35, numero tondo.

L’occidente ha inventato il computo del tempo progressivo e le tacche sulle linea retta della vita procedono involontariamente anche se tu ti distrai e ti impongono riflessioni , valutazioni e soppesamenti (anche le bilance a peso hanno la loro asta lineare…)

Si potrebbe riflettere sulla concezione circolare del tempo che hanno gli orientali ma non adesso (lo farò).

Quindi da brava figlia del mio tempo e della mia cultura ci ho pensato: cifra tonda, dai fai un bilancio , cosa volevi? Dove dovevi essere, come dovevi essere…e così via.

Roba da farti venire un ictus per troppa attività cerebrale e scarsa ossigenazione.

Ma per fortuna l’ictus non mi è venuto. E ci ho pensato.

Questo è quello che è venuto fuori (non sempre politicamente corretto):

Studio, lavoro, sacrificio, perché spessore e preparazione ti distingueranno nella massa: mi giro intorno e vedo una massa di distinti (alcuni li chiamano precari ma io preferisco sottolineare la loro complessità formativa e intellettuale non determinante per l’affermazione sociale ma sicuramente per l’affermazione personale)

Famiglia: quella di provenienza negli ultimi anni è identificabile come una sorta di boa constrictor (ovviamente non in modo intenzionale ) capace di trattenerti fisicamente e moralmente, incapace di non mostrare altruismo perché a tratti (e in base alle contingenze) ti vede come risorsa inesauribile di “cose da fare”. Come una miniera di silicio sotto la spinta del mercato delle energie rinnovabili…peccato che io non riesca a trasformare luce in energia (perennemente almeno).

Famiglia: quella che ti costruisci tu: incluso in questa macro-categoria anche gli amici perché sono la mia famiglia artificiale nata senza provetta ma cresciuta a super omogeneizzati e quindi forte e sana, senza pregiudizi. Una specie di punch ball che ti permette di assorbire i colpi che arrivano dal di fuori. Della coppia ci sono le risate e una insana ironia che ti permette di arrivare al giorno dopo. Fondamentalmente salvo le diversità  quelle che ti fanno pensare : ma che c&%?!io ci faccio qui e che nello stesso tempo ti suggeriscono l’insana idea identica a quella che viene ad un bambino quando vede una scatola chiusa: cosa ci sarà dentro???

IO:l’idea più difficile da farmi venire. Avevo programmato di arrivare a i miei 35 con una serie di obiettivi: il primo di questi era dimagrire  perché tutto quello che nelle righe è sotteso sopra mi ha fatto allontanare dalla percezione che ho di me lasciandomi con corpo estraneo e che non risponde sempre alle mie richieste. Il mio lavoro: cazzo se fatico, fatico a fare tre lavori diversi, fatico a farmi pagare  fatico ad affermarmi, ma non ho mai faticato a dire quello che dovevo al momento giusto  non ho mai faticato a non svalutarmi, non ho mai faticato a girare le spalle a situazioni che non mi rispettavano culturalmente  Forse ho faticato il doppio ma stranmente è una fatica che profuma di fiori di campo.

Ho letto questo qualche giorno prima del mio compleanno:

http://www.minimaetmoralia.it/?p=9613

Volevo fare una festa per festeggiare la cifra tonda, come sempre.

Ho fatto una cosa che non mi era mai capitata in vita mia:

Sono andata al mare.

Il 30 settembre piove sempre e non mi posso permettere nemmeno di festeggiare sul terrazzo di casa de miei.

Ha fatto così caldo che ho potuto fare uno dei più bei bagni della stagione. Il regalo inaspettato perché se è vero che si tratta di una situazione anomale e  probabilmente il preludio alla fine del mondo, si è trattato di un momento di tale inaspettata bellezza.

Il mare mi ha obbligata a stare fuori casa  e lontana dai parenti. cari congiunti vi voglio bene ma è venuto il momento che cresciate da soli, il mondo può far paura ma sono sicura che ce la farete.Ho invitato pochi amici ripieni di bambini, che hanno concentrato a tratti la conversazione. Siamo sulla strada per diventare moderne Cornelie? Abbiamo mangiato panzerotti e insalata russa perché il balletto delle feste vuole che si debba essere oltraggiosi (vista la presenza dei bambini almeno a livello gastronomico) cucinati a 4 mani dalla vicina e mia zia.

Ho ripensato all’articolo di minimaetmoralia che ho citato sopra:

è vero è colpa mia, tutto quello che penso e che faccio è colpa mia.

Il segreto non è venirne fuori, il segreto è essere artefice della colpa stessa.

E’ colpa mia essere andata al mare, è colpa mia essere rimasta a cena con i pochi amici vicini,  colpa mia fare un lavoro che mi piace (benché faticoso), è colpa mi essermi iscritta in palestra ed esser e a dieta, è colpa mia divertirmi ed abbracciare la leggerezza.

La leggerezza è la mia colpa pesa 35 anni e spero aumenti.

 

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