Avevo una mappa e non sapevo come leggerla

Non addormentatevi mai prima di raccontare.

Dice cosi’ Baricco leggendo l’Odissea e citando Ulisse.

Si dice che una persone vive molte vite in realtà, non solo una, forse è vero e se dovessi raccontare di una di queste sarebbe quella dei racconti.

Io ho avuto una nonna (in realtà due ma questo riguarda una sola) che tra le tante cose che ha fatto per me e con me c’era quello di raccontarmi delle storie prima di farmi dormire.

Tutti sono stati bambini e a tutti sono state raccontate delle storie.

Ma a pochi, forse, al posto delle favole tradizionali( c’erano anche quelle per carità) veniva raccontata l’Odissea e la mitologia greca e romana, così come se fossero le storie più grandi che l’umana fantasia avesse mai concepito.

La mia vita di bambina fu quindi immersa nei racconti epici immaginando Ulisse e  suoi marinai trasformati in maiali nello stesso modo con il quale le bambine  immaginavano Cenerentola e le scarpette

In quella vita  mi sfuggiva quello c’era tra le righe. Di fatto non potevo riconoscere che  in quel modo mi fu data in mano una cartina, per tornare a casa nel momento in cui sarei potuta naufragare in mille battaglie.

Ma alla vita dell’infanzia sfugge la consapevolezza che nel mondo e nel tempo si può anche naufragare e perdersi, perché esistono Dei e Fato che decidono per diletto e per astio di sballottarti in giro.

Ma tant’è accadde e di fatto nel naufragio (una delle altre vite) io un pochino mi son persa e la strada di casa mi è sembrata per tanto tempo un ricordo lontano.

Non racconterò di quello che c’è stato nel mezzo perché oggi anche a me interessa il finale piuttosto che le avventure.

Mi è capitato di ascoltare la Palladium Lecture di Baricco che parla della Odissea e del tempo, come motore immobile, il tempo che si muove e ti porta in giro oppure il tempo che Penelope tesse e disfa di notte perché tutto resti fermo.

Ulisse e Penelope giocano con il tempo per ritrovarsi e alla fine gli dei per celebrare la loro riconciliazione lo fermano – mica per molto. Quanto basta.

e per un attimo il naufragio finisce.

E ad un tratto anche il mio. Consapevole da tempo di aver abbandonato acque agitate mi accorgo che forse almeno per un po sono tornata a casa.

Io ho sempre avuto la strada per tornare e avevo tutte le dritte del caso per sopportare e sopravvivere alle estenuanti avventure che mi sarebbero capitate. Ma paradossalmente l’ho percepito solo ora.

Quando qualcuno ha ripreso in mano un pezzo di una delle mie vite e rileggendolo mi ha fatto tornare la memoria.

Ho vissuto tante vite, una di queste è stata quella del racconto.Un giorno mi raccontarono come la mappa che mi stavano regalando avesse dovuto essere letta, oggi mi hanno raccontato come sono riuscita a farlo.

Un giorno ero fuori dal racconto, oggi il racconto ero io.

E sono tornata a casa (forse per un po.)

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...