C’era una volta

Come sarebbe se all’improvviso sparissero lo stato e la chiesa? Se le istituzioni non fossero più il riferimento continuo e stabile che ho studiato nell’educazione civica e il Papa avesse deciso che per età o per  stanchezza non gli andasse di fare più il Papa e si andasse a chiudere come la Bella delle favole nel castello, con tanto di guardie in costume?

Sarebbe un incipit di una favola:

Era quello il tempo in cui tutti i Ministeri compreso quello spirituale si dissolsero nella nebbia del mattino lasciando il villaggio alle prime luci dell’alba completamente esposto.

Perchè non siamo liberi, sia chiaro, siamo completamente esposti ad ogni alterazione. E non abbiamo mezzi per reagire (con il voto secondo me non ci sappiamo regolare benissimo). Guardiamo elicotteri in volo:

ad un tratto nel cielo del villaggio apparve un drago, seduto sul suo dorso c’era il vate del villaggio, gli abitanti sentirono le campane e un rumore sordo sigillo’ le porte del tempio. I vaticinii erano finiti. Il tramonto si apprestava.

Leggiamo i blog e i twit:

nel fiume apparirono messaggi che inneggiavano e nuove ere e antiche rivolte, alcuni abitanti del villaggio cominciarono a leggerli nella piazza del paese tra le porte sigillate del tempio e le finestre vuote del municipio. Le parole erano potenti e aggreganti, si riunirono in molti sulle sponde del fiume con lanterne e tende aspettando che ne arrivassero di nuovi.

Nello stesso tempo al villaggio arrivò un guaritore con il suo carro di legno e l’insegna dipinta che prometteva miracoli, guarigioni e denaro a chi avesse bevuto la sua strana medicina contenuta in bottigliette nerognole e avesse deciso di seguirlo nei suoi affari: perchè la salute  il bene del popolo diceva.

Il vecchio governatore provò a radunare gli abitanti del villaggio ma la confusione sotto il cielo era tanta e tale che il ritorno ad un vecchio ordine ormai destabilizzato generò una piccola rivolta dei forconi che lo costrinse a rientrare nel suo palazzo e richiamare il consiglio dei vecchi…

E come in tutte le favole c’è sempre una sorte di eroina (o anche anti-eroina): il personaggio che guarda alle cose e prova a tirarne i fili:

C’era un abitante del villaggio che ancora non sapeva nulla di quello che era accaduto: era l’erborista, una giovane donna che aveva la bottega delle piante curative. Era cresciuta con la nonna  – vecchia fattucchiera –  e aveva imparato  riconoscere le piante capaci di curare o semplicemente migliorare il cibo – era stata nei boschi negli ultimi giorni per cercare piante per la bottega. Quando aveva visto passare il drago con il vate sul dorso aveva intuito che nel villaggio stava accadendo qualcosa e si era sbrigata per rientrare. Corse in piazza, vide il tempio chiuso, il municipio spento, il guaritore e incontrò i gruppi che scendevano al fiume a cercare i misteriosi messaggi. provò a chiedere di chi fossero, ma le risposero che era tempo di tornare a casa e che le donne non dovevano occuparsi di queste faccende.

Capì che le anime erano alterate se potevano credere con tanta velocità e pochi dubbi alle parole che arrivavano dai carretti e dalle acque, con le porte del tempio chiuse e le finestre del municipio serrate per quella sera non c’era niente da fare. Decise di tornare a casa e riflettere su quello che accadeva e su cosa avrebbe potuto fare.

Lungo la strada incontrò lo scrivano al quale regalo delle foglie di pianta del sonno perchè erano giorni che non dormiva per annotare negli annali tutto il caos che si agitava nelle loro strade.

Aprì la porta e accese le candele. Ci sarebbe stato molto da fare…

(continua: ogni personaggio consigliabile è inseribile)

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