Prepara la cartella per domani

Io ho avuto 4 nonni e una bisnonna. Li ho avuti fintanto che mi sono stati concessi  – la prima ad andare via è stata la bisnonna (come nella natura delle cose) e a seguire gli altri, nel tempo senza fretta.

Ora ci sono solo io e questo non mi fa contenta, ma di fatto non posso volere diversamente.

I miei 4 nonni erano diversi tra loro, ma avevano in comune una attitudine, forse figlia di una educazione severa e della esiguità (e quindi preziosità) delle cose possedute.

Erano molto ordinati.

Ogni giorno a partire dalla mattina e finendo alla sera, loro riordinavano spazi e oggetti in modo da preservarli, conservarli, renderli disponibili quando sarebbero stati necessari.

E così imparai a rifarmi il letto, a rimettere a posto i vestiti tornata da scuola, sistemare i quaderni, preparare il borsone di danza prima degli ultimi cinque minuti utili etc.

Certo, di sicuro mi ha aiutata una indole metodica e avvezza alla ripetizione ma tutto quello che vedevo fare a loro mi dava sicurezza. Serviva a capire che ogni cosa in qualche modo aveva un valore (e loro passavano dalla guerra al dopoguerra e questo lo sapevano bene).

Così sono cresciuta riordinando, elencando, cercando nell’ordine e nella ripetizione il senso delle piccole felicità.

Ci sono riuscita fino ad un certo punto. Poi pian piano (forse perché anche questo nell’ordine delle cose) si è tutto sgretolato e quello che sembrava retto da una fitta rete si è lentamente sfrangiato e io ho perso pezzi e nello stesso tempo ho dimenticato come rimettere le cose a posto. Come rimettermi io a posto.

E mentre accadeva me ne rendevo conto, eccome. Io invidio quelli che dicono “non me ne sono accorto”, la maggior parte delle volte per non dire sempre io sono consapevole, IO LO SO, e riesco a guardare, mantenendo anche una certa calma…

Immagino che ogni tanto serva, ogni tanto, si…

Comunque oggi funziona così, che dopo un certo faticoso lavoro ho ritirato la rete e ho iniziato a capire dove si fosse sfrangiata troppo, dove potessi ripararla e dove (amen) mi dovessi rassegnare a vederla rotta e non poterla riparare.

e lentamente mi sono resa conto che stavo rimettendo ordine.

Come in una casa nuova dove riordinare è difficile perché ancora non sai dove sono “i posti delle cose” ma te li devi inventare ex novo e ogni tanto devi essere abbastanza elastica da pensare che dovrai spostare qualcosa perché sperimenterai che è meglio cambiare per rendere tutto più agevole.

E siamo al 30 dicembre e tutti fanno gli Statement (propositi, ma alle persone piace parlare in inglese per far sapere che sono cool) per l’anno nuovo e io che ci pensavo da un po mi sono resa conto che in realtà  lo sto facendo da tempo.

Come quando la sera dopo aver finito i compiti e prima di cena mia nonna mi diceva: preparati la cartella per domani, così domani mattina non dimentichi niente. Ora ho capito che questo non mi avrebbe salvata da una interrogazione o da un compito a sorpresa, ma mi rendeva pronta ad affrontarlo. Sottraeva tutte le ansie che potevano esserci a monte e lasciava al Futuro la possibilità di sorprendermi.

Mi rendeva pronta.

Ed ecco, io in anticipo di due giorni faccio la cartella.

Mi rendo pronta.

Ai nonni (che mi mancano) e al 2014.

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