Bestiario eventista della città di B.

Se nasci, cresci e vivi nella città di B. caratterizzata dal chiasso, dalla confusione fisica e culturale, concentrata sulla prospettiva dell’essere piuttosto che del fare e con l’avvento di facebook ormai completamente proiettata sulle presenze ad eventi virtuali (ho visto che hai messo “parteciperò” io li non sono stata invitata direttamente dagli organizzatori…) puoi perseguire due forme prevalenti di evoluzione  comportamentale. La prima è identificata da una ansia compulsiva dell’esserci, caratterizzata dallo sviluppo di un comportamento persecutorio nei riguardi di chi non ti invita/esclude che si esplicita in un presenzialismo sfibrante. Tali ritmi possono essere mantenuti solo sotto massicce dosi di red bull (o ginseng e pappa reale se sei hipster) che ti permettono di passare da un lato all’altro della città, parcheggiare, mantenere la calma, limitare la sudorazione e apparire vagamente lucido. Il soggetto in esame viene rinvenuto solitamente all’interno di tali consessi, fermo in una zona semicentrale funzionale al controllare chi c’è. Lo sguardo è spesso continuamente in movimento e anche durante le conversazioni con qualche avventore non riesce a mantenere l’attenzione perché è costantemente alla ricerca della persona dalla quale farsi vedere andandola a salutare dicendo la tipica frase: ehi anche tu qui ,assicurandosi così la presenza ad imperitura memoria. Pubblica foto continuamente sui social, usa tag dalla lunghezza imbarazzante e se riesce a inserirsi nelle foto scattate dagli organizzatori finge di guardare in direzione opposta all’obiettivo simulando una espressione se non intelligente, quantomeno vitale.

La seconda tipologia è quella che si ascrive alla categoria eventista in fuga. Il soggetto in esame si presenta ad alcuni degli eventi segnalati, solo dopo aver a lungo fatto un giro di sondaggi su chi ci sarà e non ci sarà (questo per evitare di trovarsi in mezzo a molti avventori indesiderati/antipatici) per questo ,di fatto predilige le situazioni nelle quali c’è prevalenza di persone note e selezionate. Tale partecipazione si contraddistingue dal posizionamento laterale del soggetto che normalmente comincia  a intavolare conversazioni (alle volte noiose e autoreferenziali) con uno,  massimo due eletti e ignora vistosamente tutto il resto degli avventori. Non si muove per salutare nessuno: sono loro che devono venire a salutarmi…

Se pubblica delle foto sui social di solito trattasi di oggetti inanimati solitamente posti in punti seminascosti (oggetti di design, sedie, sciarpe, libri) e poco illuminati che assumono una dimensione quasi mistica come di un tesoro scovato nel bel mezzo di un suk. Ogni tanto fotografa dall’alto il bicchiere con il vino rosso affiancato ad un tarallino…

Se incontrato il giorno dopo da qualcuno presente ma con cui non si era intrattenuto di solito risponde con frasi del tipo: ah anche tu eri li? io ci sono passata per una mezz’oretta ma poi sono dovuta andare via perchè mi sembrava molto più interessante portare avanti la mia review su Kurt Vonnegut, non immagini quanto mi stia prendendo…

 

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