Suonano le campane e nessuno le ascolta

In questi giorni funestati da eventi terribili e violenti  c’è un gran d’affare sotto il cielo dei social network, sulla scia della emozione, della solidarietà, dell’indignazione, tutti si sono dichiarati Charlie.

Poi, pochi minuti dopo, sono arrivate le prime indignazioni: no, non dovete essere Charlie, che usava una satira aggressiva e spesso offensiva, dovete essere il poliziotto musulmano che tutti avete visto morire per difendere la libertà dello stesso Charlie (di fare satira e comunque di essere ammazzato n.d.r). Indignatevi, ingrati.

E tutti li a scrivere : io sono il poliziotto, io sono il poliziotto…

Dopo un po arrivano i musulmani: io non sono terrorista, non nel mio nome…( e hanno ragione anche loro – per un gruppo –  ahimè vasto  – di squilibrati un intera fede è messa in discussione).

Poi arrivano gli articoli, quelli intelligenti -da Wired, la stampa…etc – Voi non siete Charlie, perché il giornale non vi sarebbe piaciuto, perché non avete mai combattuto strenuamente, perché perché, insomma voi non siete…

IO sono, IO non sono.

Io non so chi sono. Sono una persona che fa fatica a farsi una idea chiara dietro la quale identificare la propria esistenza morale e politica. Io sono allibita di fronte alla violenza per la quale la religione è un pretesto, qualsiasi religione non solo quella musulmana, perché lo zelo cattolico di certi gruppi politici mi fa lo stesso paura. Nessuno si merita di essere ammazzato come un animale: bianco,nero, musulmano, cattolico, ateo, etero, gay , uomo o donna. Nessuno deve pensare di dover limitare la libertà di chiunque altro. Dovremmo forse, però imparare a rispettarci un po di più credo. Perché sappiamo vomitarci contro solo merda. Mai comprensione.
Siamo contraddittori. Tutti. Anche i più fermi.
Non so chi sono, e da quando è cominciata tutta questa ulteriore orribile storia ho solo un pensiero nella testa e non è mio:
” La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché IO SONO parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.” John Donne.

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